Friday, June 30, 2006

Mi capita, improvvisando, di entrare in un trip cinestesico in cui l'uso del pensiero è limitato (e funge da deviazione quando mi accorgo di ripetermi troppo spesso) : cioè potrei andare avanti per molti minuti semplicemente ascoltando e lasciando che gli arti facciano quel che loro aggrada, senza nulla pianificare; quando il movimento tende a fluire nei medesimi canali, allora il pensiero interferisce e apre nuove vie in cui far defluire la corrente cinetica. Ci possono essere momenti di velocità nulla, ma è un attimo.
Anche una slow motion ha una sua velocità, millesimale a volte, ma determinante.
Alle volte capita di anticipare involontariamente un suono, tanto da meravigliarsi di certe simultaneità. Altre volte è il corpo stesso a seguire un suono e protendersi con esso nello spazio.
Le parole risuonano come il loro significato non fosse in fondo determinante. Potrebbe essere una lingua aliena, sconosciuta a tutti, e il risultato si differenzierebbe solo di poco.
Di quegli istanti in cui il gesto coglie un significato nel suo apparire, o un significato passa attraverso il corpo e di manifesta improvvisamente dieci righe più tardi.

ALE

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